Si pensa, e si dice, che non vi sia – e non vi sia mai stata – in Calabria una vera e propria “civiltà letteraria”. Ciò non corrisponde al vero: la letteratura calabrese è straordinariamente ricca, anche se pochi sono quelli che sono riusciti ad emergere nel panorama letterario nazionale. Ma ciò che conta è che della civiltà letteraria nazionale sono stati protagonisti attivi (Corrado Alvaro ne è un esempio recente, ma esempi illuminanti sono stati il notevole contributo dato in un passato meno recente da grandi filosofi quali Tommaso Campanella e Bernardino Telesio), intrecciandosi anche con la cultura europea. In queste pagine potrà essere ospitato solo "un saggio" della vasta produzione letteraria calabrese, dando maggiore risalto a pagine di significativo impatto sociale. |
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Mastro Bruno
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Bruno Alfonso Pelaggi nasce a Serra San Bruno il 15 settembre 1837 da Gabriele (artigiano) e Drago Giuseppina. Da subito si trova a fare i conti col mondo che lo circonda: un mondo che, pure nel chiuso circolo d'un ambiente provinciale, avverte gli scossoni del grande movimento politico risorgimentale. La poesia di Mastro Bruno, impastata d’ansia di riscatto e giustizia sociale, è conosciuta piuttosto per i frizzi e motti salaci che (sotto certi aspetti fortunatamente) hanno contribuito a farci pervenire le sue opere. Mastro Bruno muore, all’età di 75 anni, 1l 16 gennaio 1912.
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