Aforismi

Non chiedete cosa il vostro Paese possa fare per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese.

(J. F. Kennedy) 

 
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Frammenti di Luce, Francesco da Paola (di Virginia Barrett) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Monday 17 December 2007

 

FRAMMENTI DI LUCE, San Francesco…l’uomo di Paola, beata città di Calabria, è un’opera teatrale di Virgina Barrett , che pone in rilievo la straordinaria attualità del santo calabrese, del quale viene messo in primo piano l’alto spessore morale e civile di Francesco “uomo” che si oppone alla prevaricazione dei potenti, ancorchè “santo” più noto nella Storia della Chiesa quale “taumaturgo”.

 

 

SINOSSI

Nel dramma in musica  “ Frammenti di luce (San Francesco….l’uomo di Paola, beata città di Calabria)”, la vita di San Francesco di Paola, protettore della terra di Calabria e dei marinai, è al centro di una lotta tra angeli del bene e angeli del male. Francesco, uomo di luce e di fede, abbraccia la croce terrena offertagli da Dio negando l’eremitaggio, scelto in gioventù come condizione di pace e solitudine per la ricerca dello spirito, a favore della lotta quotidiana contro il potere e le prevaricazioni, per l’affermazione dei dettami divini di carità, obbedienza e penitenza.

Dopo molti anni vissuti in Calabria, dove fece nascere numerosi conventi del suo ordine dei Minimi, Francesco fu obbligato a recarsi in Francia per guarire Re Luigi XI, affetto da una grave forma di apoplessia. Nulla poté Francesco per sanare il corpo malato del re, ma gli fu accanto nel lungo travaglio della sua conversione e della guarigione della sua anima prima del trapasso. Il vero scopo dell’arrivo in Francia di Francesco fu quello di portare luce e pace ad una terra sofferente, che fu testimone del suo ultimo respiro nell’Aprile del 1507.     

A 500 anni dalla sua morte, l’insegnamento dell’uomo santo di Paola è ancora attuale in una società in cui gli unici valori inseguiti sono legati alla materia a dispetto dell’elevazione dello spirito.  

 

 

 

 

NOTE DELL’AUTORE

Tutti coloro che si accingono a scrivere vengono ispirati da persone, fatti, eventi, cose. Per il mio dramma in musica dal titolo : “Frammenti di luce ( San Francesco….l’uomo di Paola, beata città di Calabria)”, posso dire, dal profondo dell’anima, di aver ricevuto l’ispirazione direttamente dall’uomo di Paola : San Francesco, che con la sua vita santa è divenuto portavoce di Dio e del suo messaggio universale nei secoli; un messaggio di carità, di umiltà profonda, di totale dedizione e obbedienza…un messaggio d’Amore, inteso come forza incondizionata, assoluta e trascendente, vera e unica essenza del nostro essere e del nostro Universo, componente fondamentale della Natura, che connette ed unifica tutte le cose, tutte le persone.

S.Francesco, nato a cavallo tra il 1400 e il 1500, periodo storico in cui l’Italia e l’Europa intera erano afflitte da guerre, violenze e soprusi di ogni sorta, a 500 anni dalla sua morte, torna a portare il suo messaggio d’Amore in un’epoca, speculare alla sua, in cui è sempre più prepotente il bisogno di un risveglio della spiritualità e l’arte, attraverso le sue molteplici forme espressive, è lo strumento ideale per comunicare i passaggi dell’Anima. 

Il  tema attorno al quale ruota il dramma è l’eterno conflitto tra Bene e Male. Per tutta la vita Francesco ha lottato contro il Demonio, che tentava di distruggere la sua interiorità servendosi, subdolamente, di ogni mezzo ed occasione. Grazie alla  protezione dell’Arcangelo Michele, messaggero di Dio, Francesco riuscì a superare ogni prova e ad elevare il suo spirito.

Per arrivare al cuore del pubblico con un racconto semplice e diretto ho messo in bocca ai miei personaggi  un  linguaggio che si può definire cinematografico, all’interno di scene che si susseguono come quadri, segnando gli eventi principali della vita del Santo di Paola.

Il  testo, arricchito da invocazioni, alcune delle quali tratte dai salmi biblici più belli, si apre con un Padre Nostro cantato in lingue diverse : greco, italiano, latino, francese, spagnolo, e si chiude con una preghiera universale.

 

                                                                                                       (Virginia Barrett)

 

 

NOTE DI REGIA

Uno spettacolo semplice e austero, quello che ho messo in scena, come semplice e austera fu la vita del Santo di Paola : S. Francesco.

Una recitazione vera, diretta, senza straniamenti, con attori che si muovono come fossero anime tornate dal passato a raccontare la loro vita così simile alla nostra, dove cinema e teatro si mescolano come in un gioco delle parti.

Un commento musicale in cui prevale la ricerca della musica sacra dell’epoca (XV e XVI secolo) arricchita da un tappeto di suoni della natura e contaminazioni multietniche, con la sfida di  trasportare in un altro tempo cellule della divina musica di Bach.

I canti non sono altro che invocazioni e preghiere, alcune delle quali ispirate ai salmi biblici più suggestivi, altre strumento per raccontare brandelli della vita di S. Francesco.

La scena, bianca e nera, con elementi fortemente simbolici e minimalisti che rappresentano una piramide di un’epoca senza tempo, oltre che la prua di una nave, è la testimonianza del viaggio ascensionale dello spirito verso Dio, dove i costumi indossati dagli attori sono l’unica macchia di colore, segno palpitante di vite in movimento sotto un gioco di luci, elemento dominante dello spettacolo (non a caso il titolo del dramma : “Frammenti di luce”), in cui nebbie e luccicazioni si alternano con la forza degli stessi passaggi dei momenti di buio e luce delle vite degli uomini, con il gran finale caleidoscopico dell’abbraccio di Dio post mortem.

 

                                                                                                                       (Virginia Barrett)

 

               

LA SCENA

All’insegna dell’essenzialità, della semplicità, ma anche della forza che hanno caratterizzato la personalità del Santo, e a rappresentare l’apertura della sua mente e l’internazionalità del suo messaggio, la scena è centrata su una grande scala nera, delimitata lateralmente da due alte vele bianche: la prua di una nave che punta all’orizzonte di ogni mare della terra, all’infinito, così come ha fatto il messaggio del santo che ha solcato mille mari per toccare il cuore di tanti uomini.

In un’atmosfera che richiama, volendo, anche la spiritualità orientale, il bianco e  il nero sono i colori della scena così come della storia: lo spettacolo, narrando la vita di San Francesco, disegna e sottolinea continuamente l’eterna lotta tra il bene e il male cui anche il Santo, come ogni essere umano, è stato soggetto lungo il faticoso viaggio della vita.

L’altezza verso il cielo creata dalla presenza possente della grande scala consente alla regia di muovervi gli attori in una sorta di danza surreale tra cielo e terra, sempre contornati dai quattro elementi della natura (fuoco, aria, acqua e terra), presenti anch’essi in scena, sia materialmente che evocati da effetti sonori, come fossero altri personaggi.

L’effetto visivo e le atmosfere create (anche grazie ad un disegno luci che privilegia tagli cinematografici e sottolinea il bianco e nero della scenografia e alle suggestioni anch’esse cinematografiche della colonna sonora originale) tendono dunque alla spettacolarità della semplicità, alla forza travolgente delle cose essenziali, volendo anche con questo rendere onore al modo forte e affascinante, seppure modesto, con cui il Santo ha operato nella sua lunga vita.

 

 

 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Monday 17 December 2007 )
 
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